:: La Storia |
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storia di Vallimpuni raccontata da Nardino Cesaretti (CE.NA.)
:: “Le Verginelle” in processione al Santuario della Madonna delle Grazie Mira
il tuo popolo o bella Signora - che pien di giubilo oggi Ti
adora Così cantavano “Le Verginelle” mentre arrivavano con piccole processioni, quasi in pellegrinaggio, al Santuario della Madonna delle Grazie di Vallimpuni. Accadeva tanti anni fa solo in particolarissimi casi e sempre di pomeriggio. Gruppetti di giovani donne, tutte con tanto di velo in testa, arrivavano a Vallimpuni cantando inni alla Madonna e, sempre cantando, entravano poi alla spicciolata dentro la Chiesa. Era piacevole ascoltare il diverso effetto sonoro dei canti che captavi prima in modo sempre più vicino ma disperso nell’aria delle stradine di campagna che la piccola processione percorreva per giungere al Santuario e poi ascoltavi amplificato all’interno del Santuario una volta che “Le Verginelle” erano entrate tutte in Chiesa.
I canti venivano inframezzati da geculatorie e Ave Maria e duravano almeno una mezz’ora in modo che la Madonna si muovesse a compassione e esaudisse i bisogni immediati di pioggia per tutti. Per tutti
perché allora i raccolti della campagna erano essenziali in
quanto tutti vivevano dei prodotti della terra e magra
diventava la lunga stagione invernale se nelle cantine (le
vote) si affilavano pochi sacchi di grano, se sotto la
trasanna poche erano le campanelle di granturco appese a
seccare e se l’angolo del mucchio delle patate non veniva
completamente riempito. In caso invece di imminenti temporali estivi e di minaccia di grandinate in ogni paese si correva a suonare le campane delle Chiese a distesa perché esse “corrompevano l’aria” e così avrebbero allontanato il maltempo. In entrambe i casi era comunque tramite la chiesa che si peroravano auspici e si ottenevano benefici.
Spesso mi
sono domandato in che modo e con quali canoni la tradizione
popolare avesse tramandato, magari adeguandoli, usi e costumi
religiosi secolari relativamente a quanto in argomento. Spesso
mi sono domandato quante volte il popolo abbia potuto con
soddisfazione vedere realizzati i benefici richiesti.
Ora tutto
è maledettamente più scientifico e dimostrabile e
ripetutamente qualche metereologo ci sciorina quotidianamente
previsioni ricavate da immagini satellitari filtrate da
calcoli fatti tramite modelli matematici. Così cade anche la
speranza che domani possa piovere e che magari la volontà di
Dio possa decidere per noi.
Così quest’anno se ne è andata una stagione che molti dicono essere stata la più avara di pioggia degli ultimi duecento anni e noi non abbiamo potuto neanche immaginare che possibili processioni di “ Verginelle” ai vari Santuari dell’altipiano Leonessiano avrebbero potuto forse cambiare il clima per stemperare la calura e far respirare la terra arsa e povera di verde e di raccolti. CE.NA.
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