Per
esigenza lasciarono il paese
con la tristezza del viandante
in cuore
andando a Roma a far vita borghese
nutrendo
amore eterno che non muore.
Tornano a Vallimpuni per un
mese
raccontano i ricordi con amore
cercando cose che
più non ci sono
come del fuoco la musica e il
suono.
Chi
superati i sessanta è ancora sano
a dir la verità torna
più spesso
e trova lì Tomasso che è il villano
e il
benvenuto al borgo da all’ accesso.
Spesso insieme con
lui in modo arcano
per boschi e per terreni lì
d’appresso
a spasso o a funghi o per tartufi vanno
rallegrando i lor giorni tutto
l’anno.
Alla
Proloco più partite fanno
Palletta e Brodo dicon sian
campioni,
ma tanti a lor da torcer filo danno
come
Franco e Mariuccio in più occasioni.
Bartali vicino al
campo, con affanno,
li rimprovera e li chiama
“somaroni”
Palletta a cojie a bocce sai non brilla
e li
“mottacci tua” ogni volta strilla.
Brodo
ballando come una sibilla
tira le bocce con far da
maestro,
con due parole accende la scintilla
e
Palletta in alto alza il braccio destro
Bartali dice “si
tuntu” e glielo strilla
ma Brodo ride e il pubblico fa il
resto
così tutto il pomeriggio è già passato
senza
della partita il risultato.
Io che da
pochi anni son tornato
osservo divertito le
faccende
sperando che il buon Dio, “che scia
lodato”
salute e tutti per tant’anni rende.
Così il
paese è sempre popolato
e il fruttarolo tanta merce
vende
a tante donne e ad uomini alcuni
che tutti son
presenti a Vallimpuni
CE.NA.