:: La Storia


storia di Vallimpuni raccontata da Nardino Cesaretti (CE.NA.)

 


:: Li Viecchi de Valampuni

 

Per esigenza lasciarono il paese
con la tristezza del viandante in cuore
andando a Roma a far vita borghese
nutrendo amore eterno che non muore.
Tornano a Vallimpuni per un mese
raccontano i ricordi con amore
cercando cose che più non ci sono
come del fuoco la musica e il suono.


Chi superati i sessanta è ancora sano
a dir la verità torna più spesso
e trova lì Tomasso che è il villano
e il benvenuto al borgo da all’ accesso.
Spesso insieme con lui in modo arcano
per boschi e per terreni lì d’appresso
a spasso o a funghi o per tartufi vanno
rallegrando i lor giorni tutto l’anno.

Alla Proloco più partite fanno
Palletta e Brodo dicon sian campioni,
ma tanti a lor da torcer filo danno
come Franco e Mariuccio in più occasioni.
Bartali vicino al campo, con affanno,
li rimprovera e li chiama “somaroni”
Palletta a cojie a bocce sai non brilla
e li “mottacci tua” ogni volta strilla.

Brodo ballando come una sibilla
tira le bocce con far da maestro,
con due parole accende la scintilla
e Palletta in alto alza il braccio destro
Bartali dice “si tuntu” e glielo strilla
ma Brodo ride e il pubblico fa il resto
così tutto il pomeriggio è già passato
senza della partita il risultato.

Io che da pochi anni son tornato
osservo divertito le faccende
sperando che il buon Dio, “che scia lodato”
salute e tutti per tant’anni rende.
Così il paese è sempre popolato
e il fruttarolo tanta merce vende
a tante donne e ad uomini alcuni
che tutti son presenti a Vallimpuni

CE.NA.

Targa piazza degli Eroi.

Chiesa di Santa Margherita

Affresco della Madonna delle Grazie.

Simbolo di Vallumpuni.

zoom in

 

 


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